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Preamp e Convertitori Suonano Tutti Uguali? La Verità Ingegneristica sul Test di Jim Lill

  • Immagine del redattore: VDSS Studio
    VDSS Studio
  • 11 minuti fa
  • Tempo di lettura: 4 min
Preamp e Convertitori Suonano Tutti Uguali?

Il recente video dello YouTuber Jim Lill ha scosso la community dell'audio mondiale.


Con un editing eccezionale e una serie di test ossessivi, Jim si è impegnato a dimostrare una tesi provocatoria: una comune scheda audio entry-level e una catena di preamplificazione e conversione da migliaia di euro possono suonare in modo identico.



Guardando i grafici e gli analizzatori di spettro mostrati nel video, il risultato sembra inconfutabile. Eppure, ascoltando attentamente i file, la differenza sui transienti e sulla profondità è palese.


La domanda quindi non è "chi ha ragione?", ma piuttosto: perché macchine elettronicamente così diverse producono grafici identici ma sensazioni uditive differenti? 


Ecco l'analisi tecnica di ciò che sfugge ai test visivi e perché l'upgrade dell'hardware fa ancora la differenza.


Ecco l'analisi tecnica di ciò che sfugge ai test visivi e perché l'upgrade dell'hardware fa ancora la differenza.

L'Errore di Base: Forzare Sistemi Diversi a Comportarsi Ugualmente


Prendiamo un convertitore di fascia alta, come un'Apogee Symphony, e paragoniamolo ai convertitori integrati di una scheda consumer.


Il primo limite del test è la calibrazione.


Su macchine professionali è possibile calibrare l'headroom, decidendo ad esempio che -16 dBFS (o -18 dBFS) equivalgano allo 0 VU analogico. Sulle schede entry-level, questo livello è fisso e limitato.


Su macchine professionali è possibile calibrare l'headroom, decidendo ad esempio che -16 dBFS (o -18 dBFS) equivalgano allo 0 VU analogico. Sulle schede entry-level, questo livello è fisso e limitato.

Per far sì che i due sistemi si assomiglino in un test di laboratorio, il tester è costretto a "castrare" il sistema più costoso, abbassandone il livello di ingresso per non far clippare il convertitore economico.


Inoltre, stiamo paragonando circuitazioni imparagonabili. Un preamplificatore discreto entry-level contro un preamplificatore dotato di trasformatori in ingresso e in uscita (stile Neve).


Sostenere che diano lo stesso risultato è come usare una bilancia rotta per pesare un protone e un elettrone e, vedendo che l'ago non si muove, dedurre che abbiano la stessa massa.


Il Comportamento Temporale: Trasformatori e Clock


Quando il segnale attraversa un trasformatore analogico reale (o un suo clone hardware di qualità, come un Warm Audio), non avviene solo un'equalizzazione statica. Il nucleo del trasformatore si satura magneticamente.


Questo introduce un tempo di risposta e un tempo di rilascio fisici che alterano il comportamento dei transienti, anche a bassi volumi e senza spingere il pre a cannone.


A questo si unisce il problema del Clock digitale (Jitter).


Quando il segnale attraversa un trasformatore analogico reale (o un suo clone hardware di qualità, come un Warm Audio), non avviene solo un'equalizzazione statica. Il nucleo del trasformatore si satura magneticamente.

I convertitori non si giudicano solo da come "colorano" il suono, ma dalla precisione con cui scansionano i famosi 44.100 campioni al secondo. Un clock economico avrà distanze temporali incoerenti tra un campione e l'altro.


I convertitori non si giudicano solo da come "colorano" il suono, ma dalla precisione con cui scansionano i famosi 44.100 campioni al secondo. Un clock economico avrà distanze temporali incoerenti tra un campione e l'altro.

Il risultato? Un suono che l'orecchio percepisce immediatamente come più "finto", bidimensionale e plasticoso.


I Risultati all'Ascolto (Contro lo Schermo)


Per dimostrare questo concetto, ho condotto un test utilizzando un file audio complesso (un beat con sub massicci e transienti acuti veloci), passandolo attraverso i pre e i convertitori di una Scarlett 18i8 e, successivamente, attraverso un Warm Audio 273 collegato a un'Apogee Symphony.


Per dimostrare questo concetto, ho condotto un test utilizzando un file audio complesso (un beat con sub massicci e transienti acuti veloci), passandolo attraverso i pre e i convertitori di una Scarlett 18i8 e, successivamente, attraverso un Warm Audio 273 collegato a un'Apogee Symphony.

Analizzando i file risultanti su Sonic Visualizer o tramite IA, i grafici dello spettrogramma risultano letteralmente identici pixel per pixel. Ma in fase di blind test uditivo, la discrepanza è ovvia:


  • Sulla Scarlett: Il kick risulta "subacqueo", collassando sulle frequenze sub ad ogni colpo. Il rullante diventa più nasale e snappy in una zona fastidiosa delle medio-alte.


  • Sulla catena Warm Audio + Symphony: L'immagine stereo si allarga drasticamente. I riverberi e il sustain (la profondità di campo) sono intellegibili. Le medio-alte del rullante sono levigate e musicali, pur mantenendo un impatto fisico eccezionale.


Analizzando i file risultanti su Sonic Visualizer o tramite IA, i grafici dello spettrogramma risultano letteralmente identici pixel per pixel. Ma in fase di blind test uditivo, la discrepanza è ovvia:

La Regola del 5% e il Workflow


Sia chiaro: oggi è assolutamente possibile produrre una hit mondiale con una scheda audio da 200€ e un paio di cuffie.


Non è l'hardware costoso a scrivere belle canzoni.


Tuttavia, quando si fa un upgrade passando da un setup di 200€ a uno da 2.000€, l'errore è aspettarsi un miglioramento proporzionale (10x). Il miglioramento reale si aggira intorno al 5%.


Tuttavia, quando si fa un upgrade passando da un setup di 200€ a uno da 2.000€, l'errore è aspettarsi un miglioramento proporzionale (10x). Il miglioramento reale si aggira intorno al 5%.

Ma quel 5% è fondamentale. Quando sommiamo quel 5% di transienti più precisi, di tridimensionalità e di distorsione armonica musicale su 50 o 100 tracce in fase di mix, la differenza finale tra un prodotto amatoriale e un disco dal suono gigante e definitivo diventa incolmabile.


I professionisti spendono migliaia di euro per garantirsi quel margine di sicurezza tecnica, non per accontentare un grafico su uno schermo.


Se vuoi ascoltare con le tue orecchie i file del test e trarre le tue conclusioni, dai un'occhiata al video completo dell'analisi qui sotto.



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Se hai registrato i tuoi brani nel tuo home studio e stai cercando quel 5% di differenza che trasforma una traccia in una hit pronta per il mercato, al VDSS Studio possiamo aiutarti.


Offriamo servizi di Mix e Mastering online curati in ogni dettaglio tecnico.


Sfruttiamo convertitori mastering-grade (come la nostra Apogee Symphony), outboard analogico dedicato e un ascolto chirurgico per dare alla tua musica l'impatto, la larghezza stereo e il volume competitivo che merita, senza mai suonare finta o plasticosa.


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